Missionarie Diocesane di Gesù Sacerdote
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In Italia

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Presentazione dell'Istituto Secolare
“MISSIONARIE DIOCESANE di GESU' SACERDOTE”

L'itinerario è iniziato nel cuore e nella preghiera di un santo sacerdote, don Stefano Gerbaudo, assistente diocesano della Gioventù Femminile di Azione Cattolica dal 1938 al 1950.

Marzo 1944.
Don Stefano, in un incontro, mi parlò a lungo, con profonda convinzione di un suo “PROGETTO” che aveva maturato nella preghiera e nella riflessione: formare un gruppo di giovani, appartenenti alla G. F. di A.C., impegnate nella propria santificazione e nell'apostolato, con l'ideale di offrirsi in qualche modo, per i Sacerdoti e le vocazioni. Prima di salutarmi mi invitò a pregare, a chiedere luce allo Spirito Santo specialmente nelle ore di adorazione notturna. Mi assicurò che anche lui mi avrebbe accompagnato con molta preghiera.
Ritornai a casa con un subbuglio di pensieri e di interrogativi e seguii i consigli di don Stefano.
In seguito, don Gerbaudo fece la stessa proposta ad altre otto giovani: tutte dirigenti diocesane della Gieffe di Azione Cattolica.
Dopo questo primo incontro personale, don Stefano ci radunò più volte. Piano, piano, con la luce dello Spirito e la guida illuminata e sicura di don Stefano, in noi andava facendosi più chiarezza sul cammino che il Signore ci proponeva.
Nel mese di maggio don Stefano ci invitò a presentare domanda scritta per essere ammesse a far parte della Famiglia delle Cenacoline. Alla domanda don Stefano rispose con una lettera personale.
“Carissima figliola in Cristo Sacerdote.
Cantiamo con Maria l'inno del ringraziamento: Magnificat! La tua domanda ad entrare nella Pia unione delle Cenacoline di Cristo Sacerdote è stata accettata: giovedì 1° giugno, ore 6,15 potrai essere ufficialmente e solennemente ammessa: Deo gratias et Mariae!
Quanto ti volle bene il Signore nel chiamarti così vicino a sé, a Cristo Sommo ed Eterno Sacerdote, a Maria Vergine Sacerdote, alla Gerarchia cattolica! Comprenderai sempre meglio in avvenire. Gli impegni che liberamente ti assumi non saranno che vincoli d'amore che ti stringeranno ognor più al tuo Sposo divino e alla tua celeste Mamma.
Sii particolarmente generosa con Gesù e Maria in questi giorni e prega tanto anche per me.
Ti accompagno con sacerdotale memento quotidiano e ti benedico nei Cuori di Gesù e Maria.
Padre Direttore
Don Stefano Maria Gerbaudo”

Il 1° giugno 1944. - 1° giovedì del mese alle ore 6,15 arrivammo puntuali presso la chiesa di S. Giorgio.
Eravamo nove e rappresentavamo le 4 parrocchie di città più 2 della Diocesi: S. Vittore e S. Lorenzo. Don Stefano era già in Chiesa ad attenderci, in ginocchio in quella chiesa semi-buia. Ci accolse con amabile bontà. 
Celebrò la S. Messa e, all'Offertorio, una dopo l'altra, facemmo, con grande fede, la nostra “OFFERTA PRO CLERO” secondo lo Statuto preparato da don Stefano.
Così ebbe inizio ufficiale, sebbene in forma modesta e semplice, la famiglia delle Cenacoline di Cristo Sacerdote. Dopo la funzione, un saluto, un abbraccio, un arrivederci e poi, svelte, svelte ritornammo ciascuna al nostro lavoro: fabbrica, scuola, campagna, negozio...
Esternamente non era cambiato nulla di noi. Ciascuna tuttavia portava in cuore la certezza di aver iniziato una bella “avventura di amore”.
Sotto la guida di don Stefano si intensificarono i mezzi di formazione:
 incontri di preghiera
 ore di adorazione notturna individuale
 S. Messa mensile in comune
 Giovedì eucaristici
 Esercizi spirituali
e ci sentivamo sempre più impegnate nell'A.C. e nel nostro campo di lavoro professionale.
Il gruppo cresceva di numero: ad ogni incontro volti nuovi, ma conosciuti perché tutti provenienti dai gruppi di A.C. Parrocchiali.

Fiorirono intanto delle simpatiche iniziative.
Ne ricordo due in particolare.

Anno scolastico 1946-47. Don Stefano ci propose di provvedere alla spesa completa della pensione e dei libri ad un seminarista che frequentava la 1° ginnasio.
La proposta fu accolta con molta serietà ed impegno. Con i nostri sacrifici personali accompagnammo quel chierico fino all'ordinazione sacerdotale: 28 giugno 1958.
Più tardi se ne aggiunse un secondo, che fu aiutato fin dalla 5° elementare.
Questo seminarista, al termine di ogni anno scolastico, veniva puntualmente a comunicarmi la promozione e la votazione raggiunta: questa veramente parlava di buona intelligenza e di un ottimo impegno. Ricevette l'ordinazione sacerdotale il 26 giugno 1961 e quest'anno (1911) festeggiò le “nozze d'oro”: 50 anni di Messa.

Il vescovo, mons. Borra, in un incontro, ci disse: “Non può esserci cosa migliore che provvedere e pensare ai vostri chierici. Tenetelo come “opera delle opere”.

Un'altra iniziativa che dice il nostro amore alla Chiesa.

Era l'anno 1946. Mons. Borra aveva comunicato alla Diocesi della sua prossima VISITA ad LIMINA.
Don Stefano ci propose, come meta mensile, di raggrannellare qualche soldino da mandare al Papa come “Obolo di S. Pietro”. Arrivammo alla somma di 11.000 lire: 10.000 le consegnammo a mons. Borra per il S. Padre, le rimanenti 1.000 lire le offrimmo al vescovo per le spese di viaggio.
Accompagnammo l'offerta con una lettera personale: ognuna di noi desiderava fare al Papa qualche sua confidenza... Pio XII gradì quel pensiero e a mezzo di mons. Montini – segretario di stato –, fece pervenire a don Stefano una lettera di ringraziamento, che trascrivo:

SEGRETERIA di STATO di S. SANTITA'
Dal Vaticano 12.11.1946
Rev.do Signore
vivamente gradite sono riuscite le espressioni con cui le Cenacoline di Fossano hanno manifestato al S. Padre il loro affetto filiale, accompagnato con l'offerta di L. 10.000 frutto di preziosa rinunzia e di sacrifici.
Sulla generosità dei loro cuori, sui sentimenti di devozione verso i Sacerdoti, sulla fedeltà agli insegnamenti della Chiesa conta il Santo Padre come su una forza solida e viva per la ricostruzione in un mondo che sempre più si allontana dalla dottrina e dal Maestro divino.
Con particolare effusione il Sommo Pontefice benedice le giovani che hanno partecipato al gentile omaggio auspicando che si accresca il loro zelo per la gloria del Signore e si colmino i loro desideri e si adempiano le loro speranze.
Mi valgo volentieri dell'occasione per professarmi con distinta stima.
della S. V. Rev. Dev. nel Signore G.B. Montini – sost.

1950 – Anno Santo
Don Stefano ci aveva proposto come parola d'ordine da vivere durante l'anno santo:
DONARCI
Fu proprio don Stefano che visse in prima persona tutto il programma che questo “verbo” racchiudeva.
All'inizio dell'anno 1950 si manifestarono in don Stefano i sintomi di un male irreversibile: CANCRO diffuso alla spina dorsale.
Furono mesi di sofferenza, di incertezza, di diagnosi, di ricoveri ospedalieri, di cure debilitanti.
Trascorse qualche mese ad Ospedaletti; fu ospite in primavera presso il rettore di S. Lucia, don Nazario; nel mese di luglio andò con i Seminaristi ad Entracque.
Andai a trovarlo. Sempre accogliente, ma io lo vidi sofferente, anche se lui cercava di nascondere il suo male.
Ricordo quelle mani ossute, il viso pallido e smagrito, la voce flebile. Volle accompagnarmi alla corriera: un po' curvo, si reggeva con la canna. Lo salutai con il triste presentimento che don Stefano stava... percorrendo l'ultimo tratto di strada.
Trascorse l'ultimo mese di vita nella clinica Avagnina (Fossano), dando esempio di grande fede, di accettazione, di offerta e di abbandono alla volontà di Dio.
Alla domanda: “Dove ha male, Padre?” rispondeva “Dappertutto”.
Don Cavallo Giacomo, arciprete di S. Antonio Abate, e don Lingua Alessandro, parroco a Boschetti di Fossano, vollero andare in motocicletta da P. Pio ad implorare preghiere per la sua guarigione. Con sorpresa, si sentirono rispondere: “Lasciate che si compia la volontà di Dio; è Lui che si è offerto”.
Al ritorno don Lingua corse presso la Clinica e domandò a don Gerbaudo se veramente si era offerto al Signore. Don Stefano tentò di sviare il discorso, ma don Lingua, impetuoso com'era, ritornò alla domanda, dicendo “O è bugiardo Lei sul letto di morte, o è bugiardo Padre Pio”.
Don Stefano allora con un cenno del capo confermò: si era offerto vittima al Signore per la sua Famiglia spirituale e per i suoi chierici.

Il 28 settembre 1950. alle ore 17,30, assistito fraternamente da mons. Canale Giorgio e da don Giovanni Canale, ritornava alla casa del Padre, nella contemplazione di quel Signore che aveva tanto amato e servito.
Aveva 41 anni.

E noi ci sentimmo orfane, smarrite..., ma con la certezza che don Stefano dal Cielo ci era vicino, ci proteggeva e ci aiutava come lui stesso più volte ci aveva promesso: “Dal Cielo vi aiuterò di più”.
A due mesi dalla morte di don Gerbaudo, il 28 novembre, mons. Dionisio Borra, mi comunicò che aveva nominato il nuovo Padre nella persona di mons. Giorgio Canale, vicario generale. Mi disse: “Vi ho dato ciò che avevo di più prezioso, ma... non stancatelo tanto”.

Don Giorgio nella sua prima lettera scrisse, fra l'altro,: 
“Ho obbedito e accettato l'invito del Vescovo anzitutto per un riguardo affettuoso e riconoscente a don Gerbaudo che mi fu, più che amico, fratello. Più volte durante la sua malattia mi raccomandò la famiglia delle Cenacoline. Ho sempre cercato di rassicurarlo che per parte mia avrei fatto il possibile.
Poiché la Provvidenza mi affida questo compito, mi pare di adempiere la promessa fatta accanto al letto della sua agonia e del suo sacrificio”.
E per circa 40 anni mons. Canale fu guida illuminata e sicura dell'Istituto, che seguì con tutta la carica della sua bontà e la ricchezza del suo cuore.
La prima preoccupazione di mons. Canale fu quella di proseguire e potenziare, nella fedeltà al carisma di don Stefano, tutti i mezzi e i sussidi per una formazione permanente dei membri della Famiglia Spirituale.
Diede un valido fondamento teologico – ascetico alla spiritualità sacerdotale. Insieme all'aiuto di preghiera e di collaborazione al sacerdote, approfondì, in vari modi, il mistero di Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote e, nello stesso tempo, ci aiutò a scoprire e a vivere il Sacerdozio Regale e Profetico partecipato da Cristo a tutti i fedeli nel Battesimo, dottrina che, negli anni del Concilio, sarà ampiamente sviluppata in diversi documenti.
Era anche desiderio comune dare alla Famiglia spirituale una fisionomia chiara e definitiva, con un orientamento preciso verso la natura, la finalità, lo spirito degli Istituti Secolari, sviluppatisi in quell'ultimo decennio come nuovo segno dei tempi ed approvati dalla Chiesa nel 1947 con il decreto “Provida Mater Ecclesia”.

In Diocesi esisteva dal 1930 la PIA UNIONE RIPARATRICE APOSTOLICA con finalità di riparazione e di apostolato.
Era stata fondata in Beinette (CN) nel lontano 1927 dal parroco mons. Mondino, con la collaborazione della sig.na Angela Bono. Questa, più tardi trasferitasi a Fossano, diffuse la Pia Unione non solo nella nostra Diocesi, ma in altre Diocesi del Piemonte e della Liguria.
In quel tempo la Pia Unione aveva come assistente spirituale mons. Ballatore Luigi, Parroco della Cattedrale.
Nella piccola diocesi di Fossano la presenza delle due realtà: la Pia Unione e le Cenacoline, creava qualche senso di disagio e di incomprensione.
Mons. Canale, come Vicario Generale, era a conoscenza di queste difficoltà, prima ancora di assumere l'impegno di guida delle Cenacoline.

Era l'anno 1951. Con tanta fede, pazienza e coraggio mons. Canale, in collaborazione con mons. Ballatore, con l'assenso dei Consigli delle due associazioni e la piena approvazione del Vescovo, mons. Dionisio Borra, iniziò un intenso percorso unitario di formazione, sulla base dello Statuto da lui preparato nel 1952.
Tale Statuto era conforme alle esigenze, agli impegni (speciale consacrazione con voti di castità, povertà, obbedienza) e allo spirito degli Istituti Secolari.
Il cammino fu lungo e alquanto delicato; era desiderio di entrambe le parti che la fusione raggiungesse un'autentica e profonda unità, in un cammino di vera comunione.
Solo lo Spirito Santo poteva rendere possibile tale obiettivo.
Le due istituzioni, unificandosi, assunsero il nome di “Missionarie Diocesane di Gesù Sacerdote” per esprimere, anche nella luce della spiritualità sacerdotale, l'inserimento nella propria Chiesa locale e, attraverso di essa, nella Chiesa universale.
Dopo gli anni della preparazione, sessantadue sorelle, provenienti da entrambe le famiglie spirituali, presentarono domanda scritta per essere ammesse a far parte della nuova Famiglia.
Nella notte del Giovedì santo 1955 fecero la loro prima totale consacrazione a Dio, assumendo i Consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza con il vincolo del voto, nello stile di vita di piena secolarità.

Riporto uno stralcio del verbale redatto dalla segretaria Rosa Brunetto:

“Giovedì Santo 1955. 6 – 7 aprile
Si è svolta in questa notte santa, nella chiesa delle Monache Benedettine, la solenne cerimonia della Consacrazione delle Allieve missionarie che hanno felicemente superato i due anni di prova.
S. Ecc. mons. Vescovo Dionisio Borra, ci onorò della sua presenza e della sua illuminata parola. Egli iniziò col dire che in questa notte si preparava la fondazione solenne della Famiglia delle Missionarie Diocesane di Gesù Sacerdote. Due gruppi, egli disse, formano ora il complesso della Famiglia che prende ormai la sua forma definitiva mediante qualcosa di più solido.
...Il Signore vi viene incontro in questo momento con luce particolare e vi darà la grazia per comprendere e per compiere tutta la volontà di Dio”.

Facendo ora memoria di questo evento, constatando i frutti di comunione e di unità che ne sono scaturiti, non possiamo che rendere gloria al Signore e cantare il nostro grazie a chi ci ha accompagnate in questo delicato e tanto prezioso cammino.

Le sorelle, che non si sentirono di emettere i voti, fecero parte della Famiglia come SORELLE AGGREGATE.
Tale gruppo, col passare del tempo, si sciolse per mancanza di elementi.

Intanto il numero delle Missionarie cresceva e l'Istituto si ramificava in altre Diocesi.

Luglio 1951. Ricordando il desiderio tante volte espresso da don Gerbaudo di avere una CASA di accoglienza, che fosse anche un po' il centro di riferimento della Famiglia, mons. Canale ci incoraggiò ad assumere come supplenza la direzione ed il funzionamento della scuola materna di S. Bernardo.
Si formò così il primo gruppo di fraternità che, insieme alla scuola materna, si impegnò in opere di servizio sociale.

1956. La Diocesi in quegli anni aveva costruito un nuovo Seminario, e la vecchia costruzione venne destinata come sede delle opere della Diocesi. Si chiamò CASA DIOCESANA.
Dietro invito del Vicario generale, il gruppo di fraternità lasciò il lavoro di supplenza alla scuola materna di S. Bernardo e andò a prestare il suo servizio nella Casa Diocesana per le opere che vi avevano sede: esercizi spirituali, corsi di studio dell'A.C., giornate di spiritualità...
La Casa Diocesana divenne anche il centro di riferimento per tutto l'Istituto e la sede del gruppo di fraternità che, intanto, era aumentato di numero.

Settembre 1956. Incoraggiate e sollecitate da mons. Canale, le Missionarie Diocesane acquistarono la libreria “NOVITA' CATTOLICHE LIBRARIE”. La ristrutturarono, l'ampliarono e così rinnovata la libreria ebbe un notevole sviluppo, grazie alla preziosa ed intelligente attività di alcune Missionarie Diocesane. Ricordiamo con simpatia e riconoscenza l'attività di Ines, di Luigina e di altre collaboratrici.
La libreria divenne non solo un punto di vendita, ma un centro di accoglienza, di ascolto, di amicizia.
L'attività, animata dalle Missionarie Diocesane, continuò fino al 15 marzo 1999. 
43 anni di servizio alle famiglie e alla Diocesi.

Sotto la guida di mons. Canale e del Consiglio, l'Istituto si aprì alla dimensione missionaria all'estero.

Nel novembre 1957, dietro invito di Padre Audisio, sacerdote cuneese, missionario fra i minatori italiani in Francia, le prime Missionarie Diocesane iniziarono una valida attività a Forbach, zona mineraria della Lorena, tra i minatori italiani emigrati e le loro famiglie.
A questo primo centro missionario, dietro richiesta dei Vescovi locali, seguì l'apertura di altri quattro centri in Francia:
1960: Valenciennes (diocesi di Lille)
1961: Metz
1961: Douai (diocesi di Cambrai)
1979: Roubaix

1963. In seguito alla richiesta di mons. Perez, primo vescovo di Comodoro Rivadavia (Argentina), tre missionarie offrirono la loro disponibilità per questa nuova e impegnativa attività.
Partirono in nave il 6 gennaio 1963 e giunsero a Comodoro Rivadavia il 31.01 festa di S. Giovanni Bosco.
A queste si unirono più tardi altre Missionarie Diocesane che aprirono un centro di attività a Sarmiento e uno a Puerto Madryn.
Su questa importante attività parla più avanti Pina, che è stata fra le prime a partire per l'Argentina.

1971. Si sognava anche l'Africa e il servizio tra i lebbrosi. 
Nel 1971 venne una richiesta del Vescovo di Doumè (Cameroun).
Due Missionarie Diocesane, infermiere professionali, dopo un corso di specializzazione per malattie tropicali ad Anversa, si recarono a Batouri, diocesi di Doumè, per prestare il loro servizio a fratelli malati di lebbra e di tubercolosi, sia nel piccolo ospedale, sia a domicilio nei villaggi sparsi della foresta.
Ricordo con tanto affetto e riconoscenza Maria Ballario, la quale consacrò cinque anni di servizio a quei nostri fratelli.
Ritornò in Italia perché ammalata di cancro.
Si preparò, nella fede e nella serena adesione alla volontà di Dio, all'incontro con Gesù che avvenne il 07.07.1977, assistita dai suoi famigliari e dalle sorelle dell'Istituto.
Il servizio in Cameroun continuò con la presenza e l'attività di Franca e con l'aiuto saltuario di altri membri dell'Istituto.
Dopo 14 anni di attività questo servizio in Africa venne sospeso, sebbene con grande rincrescimento.

1973. Alcune giovani brasiliane, venute a conoscenza del nostro Istituto, avevano da qualche anno iniziato un dialogo epistolare con la nostra Responsabile per conoscere meglio gli Istituti Secolari e approfondire la loro scelta di vita.
Fu questa la scintilla che fece pensare seriamente ad un nuovo centro in Brasile. 
Il Consiglio approfondì il fatto e, nell'ottobre 1973, due membri dell'Istituto iniziarono una presenza in Orlandia - diocesi di Franca –, con lo scopo di aiutare le nuove aspiranti nel cammino di formazione secondo il carisma del nostro Istituto, e offrire alla Chiesa locale, dietro richiesta del vescovo, mons. Diogenes, un servizio di assistenza e di formazione umana.
Si formarono nel tempo altri gruppi di fraternità.
Su questa preziosa attività parla Pina nella sua relazione.

1982. E l'Egitto chiama...
Jacqueline, Missionaria Diocesana di Gesù Sacerdote, belga, con la sua audacia, sostenuta da grande fede, partì sola alla volta del Cairo. Collaborò con Sr. Emanuelle, con l'obiettivo di offrire il suo servizio alle donne che vivevano nelle bidonvilles in una condizione di vita subumana, per un'assistenza sociale e sanitaria, condividendo la loro vita.
Proprio in questo servizio e donazione ai più poveri, Jacqueline contrasse un'infezione ad un piede che, dopo averle causato l'amputazione, la portò piano piano a gravi infermità. Morì in Belgio il 07.01.1996.

Queste aperture missionarie segnarono un cammino molto ricco e intenso per tutte le Missionarie Diocesane - sparse nelle loro famiglie - ed il fiorire di nuove vocazioni.

1985. Altra data storica importantissima per l'Istituto.
Dopo il Concilio, mons. Canale, con l'apporto del Consiglio, aggiornò le Costituzioni alla luce del nuovo Codice di diritto canonico. In “Cenni storici” mons. Canale scrive:
“In esse si è creduto opportuno dare maggior ampiezza alla parte ascetica e formativa, alla spiritualità secondo il carisma di fondazione, perché, nella fedeltà a tutte le norme costitutive di un Istituto secolare, le Costituzioni potessero diventare un vero libro di vita”.
Le Costituzioni furono presentate il 25.01.1985 a Roma alla S. Congregazione per Religiosi e Istituti Secolari per la loro approvazione e per avere il “Nulla Osta” ad erigere in Istituto Secolare di diritto diocesano l'associazione delle Missionarie Diocesane.
Il 20.09.1985, dopo soli otto mesi, la S. Congregazione, dopo l'esame delle Costituzioni da parte dell'apposita Commissione, avendole trovate buone, “ricche di dottrina e di spiritualità” (giudizio espresso dal Sotto-segretario mons. Albertini), approvava le Costituzioni e concedeva il “Nulla Osta” al Vescovo diocesano ad erigere in Istituto Secolare di diritto diocesano il Pio Sodalizio delle Missionarie Diocesane di Gesù Sacerdote.
Appena comunicata la notizia, mons. Canale scriveva a tutte le sorelle. Trascrivo qualche stralcio:

“Fossano, 11.10.1985

Care figliole
Vi confesso in semplicità una cosa: appena mi fu comunicata la notizia dell'approvazione da parte della S. Sede delle nostre costituzioni, e della prossima erezione canonica (21 novembre) in Istituto Secolare della nostra Famiglia Sp., sono stato spinto a buttarmi in ginocchio e a ripetere dal profondo del cuore: “Lode e gloria a te, Signore!”.

...Ma, in concreto, che valore ha questa approvazione della S. Sede e questa erezione ecclesiale di “diritto diocesano”?
Soggettivamente potrebbe anche dire poco o niente (e sarebbe una cosa triste!), ma oggettivamente ha un grande valore. Ecco alcune riflessioni.

Il riconoscimento “Ufficiale” di S. Madre Chiesa è un segno e una garanzia sicura che il nostro Istituto risponde a un chiaro progetto di Dio.
E' lo Spirito Santo che ha suggerito a don Gerbaudo di lanciare nel solco il primo seme e curare con amore la tenera pianticella; è Gesù, eterno Sacerdote, che ha suggerito la spiritualità specifica, e ha guidato con mano delicata e amorosa, nonostante le nostre debolezze e i nostri sbagli, il cammino più che trentennale del nostro Istituto; ed è ancora Gesù Maestro che con il suo Spirito ha guidato con la sua mano la nostra mente così “tarda e lenta” (Gesù ai discepoli di Emmaus) e le nostre mani così povere e fragili, a stendere le nuove Costituzioni, che hanno ricevuto senza alcuna difficoltà e con insolita rapidità il sigillo della Chiesa...
Il Padre”

21 novembre 1985. mons. Severino Poletto, vescovo di Fossano, alla presenza del Padre e delle sorelle dell'Istituto, durante la celebrazione dell'Eucarestia, avvalendosi del rescritto della S. Congregazione, con decreto canonico erigeva ufficialmente in ISTITUTO SECOLARE di diritto diocesano il Pio sodalizio delle MISSIONARIE DIOCESANE di GESU' SACERDOTE.
“Così il nostro Istituto aveva regolare e canonico riconoscimento della Chiesa, ed entrava giuridicamente a far parte degli Istituti secolari”. (da “Cenni storici”)
Ricordiamo con profonda riconoscenza il nostro Vescovo mons. Severino Poletto per averci paternamente seguite e incoraggiate.

Nelle nuove Costituzioni ci augurava:
“...Auspichiamo che questa circostanza contribuisca a far crescere in tutte le aderenti all'Istituto secolare, oggi canonicamente eretto, lo spirito di generosa e costante dedizione alla grande causa del Regno di Dio. ...”

Testimonianza data da Lucia Manassero alla “Mostra” a Centallo e a Fossano.

"Le Missionarie Diocesane di Gesù Sacerdote"

una vita donata a Dio con la Consacrazione a Gesù Sacerdote
vissuta nella propria professione, nella realtà sociale, ecclesiale...
nello spirito evangelico...
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per riportare Cristo al cuore del mondo!"

"Siate seme di santità gettato a piene mani nei solchi della storia" Benedetto XVI

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